La basilica romanica di San Simplicio a Olbia
La basilica romanica di San Simplicio a Olbia · foto: Gianni Careddu · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Chi viene in Gallura a maggio può incrociare, quasi per caso, la festa più importante di Olbia. Si celebra ogni anno intorno al 15 maggio in onore di San Simplicio, patrono della città, e dura diversi giorni.

Il santo e la basilica

Simplicio, secondo la tradizione, fu vescovo e martire all'inizio del IV secolo, durante le persecuzioni di Diocleziano. La basilica che porta il suo nome, costruita tra XI e XII secolo in blocchi di granito, sorge dove un tempo c'era la necropoli romana della città: è il monumento più antico e più amato di Olbia, e in questi giorni diventa il centro di tutto.

Come si svolge

La parte religiosa segue lo schema classico delle feste patronali sarde: la novena nei giorni che precedono, la messa solenne e la processione con il simulacro del santo per le vie del centro. Ad accompagnarla ci sono i gruppi folk in costume tradizionale e i cavalieri, che nelle feste galluresi hanno un ruolo di rilievo.

Intorno alla parte religiosa si costruisce quella civile: bancarelle, musica, spettacoli serali e le giornate in cui il quartiere della basilica resta animato fino a tardi. È il momento dell'anno in cui la città si mostra per quello che è, al di là del passaggio turistico estivo.

Il programma cambia ogni anno e viene pubblicato nelle settimane precedenti dal Comune di Olbia e dalla parrocchia: conviene controllare i canali ufficiali per date e orari esatti.

Andarci dalla villa

Da Villa Aurea sono dieci chilometri, un quarto d'ora scarso. Nei giorni di festa il traffico nel centro di Olbia aumenta e diverse strade vengono chiuse: conviene parcheggiare nella zona del porto e proseguire a piedi. Maggio, del resto, è uno dei mesi migliori per stare qui: il mare comincia a essere praticabile, le giornate sono lunghe e non c'è ancora la ressa dell'estate.

Vivere la Gallura, non solo la spiaggia

Villa Aurea è a metà strada tra Olbia e la costa: comoda per raggiungere le feste dei paesi e per tornare in silenzio la sera.